Concorso Notarile - abolizione del limite delle consegne.
Intervento del Presidente dell’associazione APAN
Alla tavola rotonda «Dall’esame di maturità al concorso notarile: il percorso di formazione dei futuri notai tra studio e pratica», il Presidente di APAN ha portato la voce dei praticanti e degli aspiranti notai: non un concorso più facile, ma un concorso più umano.
I punti salienti dell’intervento
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Il tempo, nemico comune
La struttura del concorso non va cambiata: vanno corretti i suoi aspetti patologici, a partire dalla durata smisurata del percorso di reclutamento. Senza tempi più certi, il rischio è che prevalga il racconto di chi non consiglierebbe più questa strada.
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Tempi certi per bandi e correzioni
APAN accoglie con favore l’albo dei notai disponibili a far parte della commissione, la remunerazione dei commissari e la correzione da remoto delle prove scritte. Propone inoltre un bando con cadenza annuale regolare, termini certi per la pubblicazione dei risultati degli scritti, più commissari notai e più sottocommissioni, di dimensioni minori e con tutte le garanzie necessarie.
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Abolire il limite delle cinque consegne
Per l’Associazione è la battaglia più importante. Il limite (art. 1, comma 3, lett. b-bis, L. 1365/1926) è anacronistico in un concorso con sempre meno candidati: lo stesso concorso in magistratura, con circa 7.000 partecipanti, ha portato le consegne a quattro con il d.lgs. 44/2024. Ed è dannoso, perché scoraggia dal consegnare proprio i candidati più preparati, mentre con le tempistiche attuali cinque consegne richiedono almeno dieci anni.
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Una questione di «igiene normativa»
Il limite d’età di 50 anni, ritenuto non conforme al diritto dell’Unione dalla Corte di Giustizia UE con la sentenza del 3 giugno 2021, è ancora nel testo della legge. Andrebbe abrogato, insieme al limite delle consegne.
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La Scuola del Notariato
APAN guarda con entusiasmo al progetto della Scuola presentato dai notai Barone e Marcoz: una rivoluzione culturale capace di offrire la formazione professionale che i praticanti chiedono. Ma una rivoluzione richiede tempo, e molti candidati non ne hanno più.
In sintesi
Prevedibilità, con scadenze e termini certi; serenità per i candidati, con l’abolizione del limite delle consegne; tempo alla Scuola per affermarsi e orientare il concorso. Al centro deve tornare la preparazione giuridica dei candidati, non la loro resistenza fisica.