Alla tavola rotonda «Dall’esame di maturità al concorso notarile: il percorso di formazione dei futuri notai tra studio e pratica», il Presidente di APAN ha portato la voce dei praticanti e degli aspiranti notai: non un concorso più facile, ma un concorso più umano.

Il video dell’intervento su LinkedIn.

I punti salienti dell’intervento

  1. Il tempo, nemico comune

    La struttura del concorso non va cambiata: vanno corretti i suoi aspetti patologici, a partire dalla durata smisurata del percorso di reclutamento. Senza tempi più certi, il rischio è che prevalga il racconto di chi non consiglierebbe più questa strada.

  2. Tempi certi per bandi e correzioni

    APAN accoglie con favore l’albo dei notai disponibili a far parte della commissione, la remunerazione dei commissari e la correzione da remoto delle prove scritte. Propone inoltre un bando con cadenza annuale regolare, termini certi per la pubblicazione dei risultati degli scritti, più commissari notai e più sottocommissioni, di dimensioni minori e con tutte le garanzie necessarie.

  3. Abolire il limite delle cinque consegne

    Per l’Associazione è la battaglia più importante. Il limite (art. 1, comma 3, lett. b-bis, L. 1365/1926) è anacronistico in un concorso con sempre meno candidati: lo stesso concorso in magistratura, con circa 7.000 partecipanti, ha portato le consegne a quattro con il d.lgs. 44/2024. Ed è dannoso, perché scoraggia dal consegnare proprio i candidati più preparati, mentre con le tempistiche attuali cinque consegne richiedono almeno dieci anni.

  4. Una questione di «igiene normativa»

    Il limite d’età di 50 anni, ritenuto non conforme al diritto dell’Unione dalla Corte di Giustizia UE con la sentenza del 3 giugno 2021, è ancora nel testo della legge. Andrebbe abrogato, insieme al limite delle consegne.

  5. La Scuola del Notariato

    APAN guarda con entusiasmo al progetto della Scuola presentato dai notai Barone e Marcoz: una rivoluzione culturale capace di offrire la formazione professionale che i praticanti chiedono. Ma una rivoluzione richiede tempo, e molti candidati non ne hanno più.

In sintesi

Prevedibilità, con scadenze e termini certi; serenità per i candidati, con l’abolizione del limite delle consegne; tempo alla Scuola per affermarsi e orientare il concorso. Al centro deve tornare la preparazione giuridica dei candidati, non la loro resistenza fisica.